Dal banco della macelleria, al piatto del ristorante: ecco quattro indicazioni per scoprire se stai mangiando il vero “Oro Rosso”

Non tutte le carni sono uguali. Tantissime sono le differenze non solo per la provenienza ma anche per tipologia, modo di allevamento e caratteristiche nutrizionali.

 

E’ però ormai assodato che l’Italia è uno dei paesi europei in cui abbiamo la fortuna di avere la maggior sicurezza e tracciabilità.

 

Diverse sono le razze che si possono trovare nel nostro paese: dalla Chianina, tra le più antiche e riconosciuta per la classica “bistecca alla fiorentina”, passando poi per la Marchigiana allevata principalmente nelle regioni del centro Italia, fino ad arrivare alla Romagnola.

 

E poi abbiamo lei, la regina delle Langhe: la Fassona Piemontese, una delle carni italiane più pregiate e richieste al mondo.

Molti pensano che per riconoscerla ci si debba soltanto fidare ciecamente del proprio macellaio. Ma non è così. Con i giusti consigli è possibile imparare a riconoscerla anche da soli!

 

Ecco 4 segreti e indicazioni da seguire, per riconoscere sul banco di una macelleria o nel piatto di un ristorante, la vera, unica e inimitabile Fassona Piemontese.

Scopriamoli insieme.  

 

  1. Le dimensioni dei tagli
    tagli mucca
    Una delle prime caratteristiche che possiamo notare in un taglio di vera Fassona Piemontese è sicuramente la dimensione.

    A determinare la diversa grandezza dei tagli, sono le caratteristiche scheletriche e muscolari delle singole Razze: Fassona Piemontese e Chianina sono le più imponenti rispetto alle principali concorrenti francesi (Charolaise) e irlandesi (Angus), oltre che alla cosmopolita Frisona (Razza da latte).

    Ma se nella Chianina le dimensioni sono dovute principalmente alle grandi ossa, nella Fassona Piemontese sono dovute all’incredibile sviluppo muscolare di questa razza.

  2. Carne poco grassa

    Magra anzi magrissima.

    A differenza di tutti gli altri tagli, la Fassona Piemontese presenta una modesta infiltrazione di tessuto connettivo tra le fibre muscolari.
    Una struttura molto particolare, che dona alla Piemontese una superba tenerezza, senza essere grassa.

    Infatti si caratterizza per una bassissima presenza di grasso di deposito, cioè quello visibile fuori dal muscolo.

    All’analisi di laboratorio, invece, i grassi non visibili intracellulari della carne di Fassona risultano densi di acidi polinsaturi omega 3 e omega 6, considerati fattori di basilare importanza nella prevenzione, in particolare, delle malattie cardiovascolari.

    Queste caratteristiche dipendono prevalentemente dal patrimonio genetico e dal metabolismo dei bovini, oltre che dalla loro alimentazione.

  3. L’imbattibile tenerezza

    Per riconoscerla facilmente basta assaggiarla.

    Infatti al palato la Fassona Piemontese è inconfondibile.
    In particolar modo quando si gusta cruda: battuta al coltello, all’albese, alla zingara, tartare, alla francese.

    Date le sue straordinarie caratteristiche genetiche di magrezza e tenerezza, la Fassona non impasta la bocca, non infastidisce il palato con il grasso ed esalta il delicato sapore della carne, senza temere confronti con le altre Razze da carne, sia italiane che straniere.

  4. La presenza del marchio di garanzia COALVI

    Quando siete alla ricerca dell’autentica Fassona Piemontese, fate attenzione alla presenza del marchio di garanzia COALVI, il Consorzio di Tutela della Razza Piemontese.
    La presenza di questo marchio, garantisce la tipicità, la qualità e la provenienza delle carni acquistate certificandola anche, attraverso l’etichettatura elettronica.